Anatomia di un'onda
Considerazioni generali
Quante volte vi è capitato di buttare una pietra in un laghetto o in una pozzanghera? Sicuramente tante volte. La pietra cadendo in acqua genera delle onde concentriche che tendono ad espandersi. Man mano che si espandono perdono energia e quindi si smorzano.
Lanciare un sasso imprime un'energia cinetica al sasso. Quest'energia viene rilasciata quando il sasso colpisce l'acqua generando, così, il moto ondoso.
Una cosa analoga accade per il mare, anche se non c'è nessuno che lancia un grosso sasso in esso. Il moto delle onde è sempre causato da un trasferimento di energia da un'altro corpo (luna, motoscafo, nave, ecc.) e, nel limite del possibile, questa causa deve essere percepita in un dipinto.
Quando siamo sul pattino e passa un motoscafo arrivano onde più grosse. Parte dell'energia cinetica dello scafo è stata rilasciata al mare. Idem accade per le tempeste.
Non dipingete una marina con onde enormi e un cielo sereno. Mostrate sempre la causa di quelle onde.
Anatomia di un'onda
Così come per disegnare bene la figura umana è necessario conoscere qualche rudimento di anatomia, allo stesso modo per dipingere onde realistiche bisogna studiarne l'anatomia.
Innanzittutto bisogna considerare la linea immaginaria che definisce il piano dell'acqua ferma (Still Water Line). La Cresta (Crest) è il punto più alto dell'onda. Il Punto di depressione (Trough) è quello più basso e, generalmente, sta sotto la linea del piano dell'acqua ferma. La lunghezza dell'onda (Wavelength) è la distanza tra due creste successive. L'altezza dell'onda (Wave Height) è la distanza tra la cresta e il suo punto di depressione. Il Periodo dell'onda (Wave Period) è il tempo necessario affinchè due creste attraversino il medesimo punto. La frequenza dell'onda (Wave Frequency) è il numero di creste che attraversano un punto in un date periodo di tempo. Infine, l'amplificazione (Amplitude) è la distanza tra la linea dell'acqua ferma e il punto di depressione.
Quando si disegna un moto ondoso bisogna comprendere che, in realtà , non si sta disegnando solo quello. Con il moto ondoso si fornisce all'osservatore alcune informazioni nascoste come: velocità del vento, condizioni atmosferiche e altro ancora.
Questa tabella sintetizza, ad esempio, la relazione tra la velocità del vento e l'altezza e la lunghezza di un'onda.
| Vento | Onda | |
| Velocità (nodi) | Altezza (piedi) | Lunghezza (piedi) |
| 30 | 7.2 | 183 |
| 30 | 10.5 | 270 |
| 30 | 13.5 | 360 |
| 40 | 12 | 264 |
| 40 | 18 | 423 |
| 40 | 24 | 392 |
| 50 | 18 | 382 |
| 50 | 30 | 570 |
| 50 | 42 | 719 |
Forse con questa tabella ho esagerato un pò con la teoria, ma era solo per dimostrare un qualcosa che è anche intuitivo. Vi prego di rimuoverla subito dalla vostra mente (perchè non è utile ai fini pittorici), ricordatevi solo che la lunghezza e l'altezza delle onde daranno all'osservatore una descrizione inconscia delle condizioni climatiche della marina che si sta ritraendo.
Tipi di onde
Esistono tre tipi diversi di onde (ho trovato solo:
- ripples (increspature), che si possono osservare sul mare piatto uando il vento è leggerissimo. In assenza di vento queste onde tendono a scomparire.
- seas
Le increspature
Le increspature sono piccolissime onde generati da leggerissimi venti. A volte sono anche visibili nei punti di depressione tra due creste di onda.
Collasso di un'onda
Un'onda tipicamente può viaggiare anche molti chilometri. Quando arriva nelle vicinanze della terra ferma la base rallenta mentre la cresta per inerzia viaggia con maggiore velocità creando quell'effetto di collassamento che tutti conoscono bene.
Questo dovrebbe farvi capire che disegnare un onda che collassa in mare aperto è irrealistico.
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